L'ultima domanda



L’uomo si è posto diverse domande nel corso della sua storia: “esiste Dio?”, “come è nato l’Universo?”, “come finisce Lost?”.
Ma quei tempi sono andati e l’Uomo, per come lo conoscevamo, non esiste più.
Si è evoluto, si è trasformato. E con lui, come è innegabile, si è anche modificato il suo modo di pensare.
Non si ragiona più in termini di giorni, ma di giornate. Non esistono le stagioni, ma le finestre di mercato. Non c’è più l’anno, ma c’è il campionato.
E una domanda più di altre si è stabilita nella testa dell’Uomo moderno: chi vincerà il fanta?
Tante le speculazioni, pochi i punti saldi. Anche l’ultima certezza sta via via vacillando.
Ecco, l’Uomo si è evoluto, si è modernizzato. Ma così come allora in una cosa è rimasto uguale: la smodata e affannosa ricerca dell'equilibrio.
Tutto cambia, tutto si trasforma. Il caos regna sovrano, e l’entropia aumenta.
E ogni certezza è destinata a decadere. Anche, forse, quel maledetto primo posto che è stato dominato da fin troppo tempo da un'unica entità, perché chiamarla Persona sarebbe troppo riduttivo.
Cekntus 1 - 5 SarryBall
Il caos non può essere dominato.
Tom lo sapeva, o meglio, sperava non fosse così. Ha cercato di dominarlo, di possederlo, di avere un controllo per sconfiggere il nemico.
E quindi pronti e assestati due cambi chirurgici, la squadra trova sì il gol, ma non basta.
Due cambi dalla giornata precedente. Formazione identica a due giornate fa.
L’allenatore della Cekntus sa che non è così che si governa l’ingovernabile. Eppure la tentazione era tanta e tale da pensare che con solo due innesti si potessero rivoluzionare gli esiti, che forse una speranza poteva esserci.
Ma il destino, da un pò di tempo, soffia su altre vele. Trasporta altre navi, trascina altre squadre.
Questa squadra si ritrova quindi ancora seconda, ma, con alleati a sostegno, l’attacco finale è ben sperabile. E le battaglie perse saranno solo ferite da curare dopo la vittoria della guerra.
Questa è la tua Lipsia Tom, non spingerti fino a Waterloo.
La Dea bendata sorride e si china di fronte alla SarryBall. Scruta tra la gente in festa finchè non lo vede, Maurizio, l’allenatore prediletto. Si china verso di lui e lo bacia in fronte. E l’allenatore, paonazzo, si apre con tutto se stesso ad accogliere i doni della Dea, ad accettare la sua benevolenza.
I tifosi in festa esultano e ammirano la scena che abbiamo appena descritto. C’è chi canta, chi suona, chi si avvinazza e ebbro di vita si spoglia e si dona a Maurizio.
Insomma, un’allegra scenetta per un'allegra compagnia.
Lasciamoli godere, lasciamoli sognare.
Lasciamo che questo sogno non finisca mai.
AC Riportino 1 - 3 ExPat Bavaria
Il tirannosauro, il cui nome scientifico è Tyrannosaurus rex era un dinosauro vissuto sulla Terra fra i 68 e i 65 milioni di anni fa, durante il periodo Cretacico. Il tirannosauro è uno dei più grandi dinosauri carnivori finora scoperti. Ben pochi altri esseri viventi potevano avere la meglio contro questo dinosauro. Il Tirannosauro univa in sé le dimensioni di un elefante, la violenza di una tigre e la dentatura di uno squalo.
Vi ricorda qualcuno?
Andrea Corradini è la mente di un T. Rex, la AC Riportino infermabile. Il cui dominio è la minaccia della nostra esistenza. La cui maestosità anticipa il suo arrivo. La paura ti scorre nelle vene al sentire i suoi passi. Credi di poterti nascondere, di poter sfuggire.
Ma.
Il regno del T. Rex, così come è iniziato è anche finito. E forse, anche l'Impero del Demone è destinato ad estinguersi.
fra, che possa sembrarvi vero o meno, ha compiuto un viaggio nel tempo.
Si perché la ExPat Bavaria ha subito tante trasformazioni nel corso di questa stagione. Come se avesse attraversato delle ere geologiche.
E, da buon allenatore che si rispetti, fra ha studiato, le ha analizzate, le ha capite.
Un cercatore di fossili, i resti di una grande squadra. Questo quello che ha trovato tra le mani. Una squadra che poteva rinascere, che lui poteva riportare in vita.
E’ così che è nato il grande progetto dell’ExPat Park. Dove i visitatori possono assistere ai grandi campioni di un tempo, restaurati, modernizzati.
E da tanto studio, e da tanto sacrificio, una cosa alla fine era chiara: per battere un T Rex devi farti Velociraptor.
Pizzeria Urlo 3 - 2 Milaneese
Lo aveva detto, tempo fa.
Sapeva chi fosse e cosa sarebbe diventato. “Un giorno vi spiegherò il gioco del fantacalcio”, è così ora è.
Così come Gesù anche lui è nato e risorto, e così come per il figlio di Dio, il suo verbo e i suoi insegnamenti ci hanno messo del tempo a entrare nel nostro modo di pensare, nel nostro modo di afferrare la verità del cosmo.
L’Ancelotti di Cariate, così soprannominato dai fedeli, con la forza dell’Amore e dell’Amicizia sta facendo riscoprire al mondo intero cosa vuol dire avere fede.
E la fede non è qualcosa che trovi, che ti capita per caso. E’ un sogno, un ideale che insegui con tutto te stesso.
Ma badate bene, è un’aspirazione che non prevede alcun tipo di ricompensa. Che chi la brama finisce col perdersi, con lo smarrirsi.
E questo i giocatori della Pizzeria Urlo lo sanno. E seguono fedelmente e ciecamente i dettami del loro allenatore, la parola, il verbo del Profeta calabrese.
E c’è già, tra gli altri allenatori, chi si è fatto battezzare, e sta pregando come gli è stato insegnato.
“O signore, non sono degno di partecipare a questo Fantacalcio, ma dì soltanto una parola, e io verrò salvato” ~ Crivex - 14/03/2026.
Le tue preghiere non sono servite ad evitare la sconfitta.
Come Saul, eri Crivex, ora sei Michi. Non sei più cieco. Ora puoi vedere e ammirare. Ora puoi diffondere ciò che ti è stato insegnato, ciò che hai appresso.
Avessi io la tua stessa fortuna di poter assistere dal vivo a Colui Che Sa Allenare, di Colui Che Sa Spiegare.
Ora puoi aprire gli occhi, e guardare lo scempio che ti circonda. I tuoi giocatori, devastati da inutili allenamenti. I tuoi tifosi, martoriati da partite orrende. La tua compagna, poverina, che ogni weekend assiste alla Bestia che tu scegli di diventare. Al Diavolo che sei.
Liberati, compi la tua metamorfosi. Michi, ora sei libero.
Hai visto la luce.
LukAsses 0 - 2 A.C. URICAZZI
Ogni anno cerco di andare a Roma, di visitare la città, di scoprire posti nuovi che non conosco. Di assaporarne la cultura, la bellezza.
Cammino per le strade e penso che sto respirando delle particelle di aria che un tempo erano nei polmoni di gladiatori, di schiavi, di romani, di Giulio Cesare. E questa cosa mi emoziona.
E ogni volta che sono a Roma sono grato per tanta maestosità, per l’eternità che puoi toccare con mano.
E finisco in ristoranti a mangiare pietanze locali tipiche, che Dio solo sà come fanno a farle così buone.
E vedo turisti in comitive con guide che ascoltano, che vogliono imparare. E mi chiedo se anche loro come me vorrebbero essere nati e vivere a Roma.
Ma poi tutto finisce, prendo il treno e torno a casa.
Ecco, io così sto vivendo la stagione della LukAsses. Una squadra che si è permessa di avere il lusso di fare un giro tra le grandi, di aver osato dove non era mai arrivata. Ma ora è il momento di tornare a casa, e tutta questa Luce che prima investiva AllegriMaNonTroppo è svanita.
Sii grato fin dove sei arrivato. Ci faremo un altro giro per Roma l’anno prossimo.
I tecnici informatici più esperti ti risponderanno sempre “spegni e riaccendi”.
E così ha fatto Inoriac. Ha spento il suo povero cuore fatto a pezzi e ha riacceso il cinismo. Ha fatto ripartire gli ingranaggi del suo calcolatore, e i risultati sono arrivati a puntino.
Da tempo non sentiamo questo allenatore parlare di xg, da tempo la sua testa è indirizzata a tattiche di campo, a schemi ben costruiti.
La calm era di Inoriac è iniziata. Testa solo al fantacalcio, ai risultati, al duro allenamento.
Sperando che il suo cuore un giorno si scongeli nuovamente, che possa tornare a godersi lo stadio, le sue partite.
E chissà, un giorno sperare di vederlo sventolare una sciarpa della A.C. URICAZZI
Mandrakata 0 - 3 Quaggelle FC
Non ci sono parole per descrivere lo scivolone a cui abbiamo assistito.
E non sappiamo come spiegarcelo.
“Per me si va ne la posizione dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e 'l primo fanta.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lascio ogne speranza, addio.”
Queste le enigmatiche parole di Mandrake a cui servirebbe una parafrasi, ma io non sono un professore di italiano, come l'allenatore della Mandrakata non è Dante, e forse dovrebbe piangersi addosso di meno e riscattare questa stagione.
N’Dicka ha preso il potere.
Comanda da dietro la squadra, non gioca neanche. Ogni singolo giocatore della Quaggelle FC gli obbedisce a menadito. Ascoltano i suoi ordini ed eseguono.
Teo Kulo non si trova, e i poliziotti, da ordini di N’Dicka hanno smesso di cercarlo.
Ora sono secondi a pari punti. Ma vorrei fare una riflessione con voi cari lettori.
Esiste un potere buono? Esiste qualcuno che comanda e che aspira al bene della squadra e a niente per sè?
Forse N’Dicka ha preso e accentrato su di sé troppo potere. Forse si stava meglio prima, quando chi comandava non era visibile, era nascosto ma conosciuto.
Qua, tra sorrisoni e gol, chi sta elevando la squadra è ben chiaro. Ma quanto conosciamo in fondo N’Dicka? Quante cose sappiamo su di lui?
Ci possiamo fidare davvero?
Cosa vuol dire poi N’Dicka? E’ un anagramma?
Sono felice per tutti questi ottimi risultati, ma rimango sospettoso. Questa squadra non la racconta giusta da troppo tempo.